• La luger del capitano Harald
La luger del capitano Harald

La luger del capitano Harald

Pochi mesi prima della fine della guerra, una formazione partigiana attacca una colonna delle SS che si accingeva a eseg uire una rappresaglia; nello scontro muore anche l'ufficiale tedesco in comando e uno degli scampati, un ragazzino, s'impossessa della sua pistola d'ordinanza. La scena si sposta ai nostri giorni: Padova è scossa dalla morte di Roberto Vanin, giovane astro nascente della locale squadra di calcio, trovato nel bagno del suo appartamento con le vene dei polsi tagliate; solamente il Bepi, amico del nonno del ragazzo e proprietario di un obsoleto bar nel centro storico, crede si tratti di un omicidio camuffato. Riesce a trasmettere i suoi dubbi a Giorgio Carbone, suo assiduo cliente e capo della omicidi, un poliziotto di mezza età, inviso ai capi, che vive in una sorta di letargo una promozione che gli puzza di punizione. Trattandosi di un personaggio noto, Giorgio si rivolge, in prima battuta, a una giornalista di gossip, con la quale comincia a fare delle prime, poco convinte indagini. Ma proprio mentre cominciano a emergere alcune stranezze poco compatibili con la tesi del suicidio, qualcuno uccide la sua amica. Il giorno dopo, la Mobile trova il cadavere di un altro calciatore, il portiere Marchion, personaggio molto chiacchierato e grande amico di Vanin: chi ha ucciso il giocatore ha usato una Luger della seconda guerra mondiale, con la quale, negli anni settanta, era stato assassinato un attivista neo fascista. Vedi di più